domenica 18 dicembre 2011

Le foreste rosa - Saniya Salih (Siria)

Il proiettore del tiranno è puntato sui nostri visi.
Mangia la nostra carne.
Il treno sfreccia, sotto le finestre,
trasportando stanze, nazioni e rifiuti.
Urliamo, dalla tristezza,
i nostri cuori oscillano come frutti su un albero
le nostre lingue sputano carbone e fumo.
Sotto la luce infestata,
beviamo marciume e sconfitta.
Un autunno malconcio vive nelle catapecchie
e oscura gli edifici.
Sotterriamo le teste negli angoli,
tossiamo e gemiamo,
mentre i cavalli dei passanti nitriscono e sbuffano.
Un aeroplano passa sotto le terrazze.
Le foreste rosa sono invisibili al buio.
Fantasmi abitano i castelli disabitati
irraggiungibili da proiettori di luce o binocoli;
la loro sete è più grande della fessura
attraverso la quale entrano gli stranieri;
la loro pelle è irta di spine
i loro piedi sono bocche rapaci
che divorano qualsiasi cosa calpestano.
Saniya Salih

sabato 17 dicembre 2011

A'isha Arna'ut (poetessa siriana) - Esilio

Esilio
Per via del dolore
indossava quei campanelli colorati,
una maschera di gioia.
Annodava le sue storie
alla punta della lingua
sì che non lo tradissero
nel momento cruciale.
Camminava
leggero
con scarpe costellate di diamanti -
solo, mentre la notte
senza stelle in attesa
si impossessa dei miei occhi

Uccello che sorvoli l'orizzonte
ricorda
i proiettili sono ovunque -
ricordati
di me
eterno viaggiatore.
Tutta la vita
avrei voluto procedere, ma non sono mai
avanzata oltre
i confini della mia tomba.

venerdì 16 dicembre 2011

Cameramen racconta "le peggiori bugie fabbricate dalla tv siriana"




Traduzione servizio della CNN

In data 14 dicembre 2011, la CNN ha mandato in onda la testimonianza di Younis Alyosif, un cameramen ed ex fotografo del canale televisivo Al Dunya, che sostiene Bashar al Assad.

"Il mio nome è Younis Alyousif", dice. Come ex fotografo per un canale televisivo che supporta il regime di Assad, sa benissimo cosa significhi rendere pubblica la sua storia.
Alyousif dice che il suo lavoro prima era produrre verità. Ora, dice che sente di dover dire la verità, anche se significa rischiare la sua stessa vita. "Sono stato minacciato ma Dio è il Protettore", dice.
L'uomo era riuscito a fuggire in Siria con la sua famiglia, unendosi ad altri membri dell'opposizione a Il Cairo.
Insieme alla sua famiglia, ha anche portato le sue storie, storie, dice, di inganni e menzogne.
Tra le peggiori bugie che egli ha fabbricato, dice, ci sono quelle che ha girato a Jisr al Shoghur, città vivino il confine con la Turchia, in cui l'esercito siriano ha respinto il dissenso attraverso la repressione a giugno.
L'uomo dice di essere stato inviato alla fabbrica di zucchero della città per dimostrare che le accuse di atrocità commesse dai militari erano false.
"Circolavano notizie di stupri. Dicevano che gli ufficiali stavano forzando le donne a denudarsi. Il giorno dopo, siamo andati a smentire la notizia. Noi avremmo dovuto portare le donne da una parte e girare dall'altro lato vuoto.
Abbiamo girato tutta la fabbrica di zucchero, come se dentro non stesse accadendo niente.
L'altro lato della fabbrica era pieno di uomini. Alcuni erano ricoperti di sangue e c'erano dottori che curavano i loro piedi dopo pestaggi e torture".

Quando stavo per abbandonare la fabbrica, un soldato mi ha chiesto:"Perchè non hai girato ieri, quando le donne erano nude e potevi sentire le donne essere violentate?" Mi ha detto, "perchè non hai girato quando loro hanno gettato i corpi in una smerigliatrice, la macchina che macina le radici di barbabietola? Poi, i corpi sono stati gettati nel fiume Asi".
Avevo paura di interrogarli. Il giorno dopo, sono tornato e ho chiesto del soldato. Mi è stato detto che era fuggito. Aveva disertato. E' stato allora che io ho capito che c'era qualcosa".
Il governo siriano ha rifiutato la richiesta della CNN di riferire fatti sui disordini, per cui non è possibile verificare in modo indipendente le affermazioni di Alyousif.
L'uomo ha prodotto documenti che dimostrano che ha lavorato per la Tv Al Dunya come cameramen.

Negli ultimi nove mesi, il mondo ha assistito a due versioni delle notizie dalla Siria. I video dei social media girati dagli attivisti, che mostrano una brutale repressione delle forze di sicurezza del governo.
Dall'altra parte, i media a favore del governo mostrano quelli che loro chiamano gruppi terroristici armati che attaccano i civili.
Alyousif dice che i materiali prodotti per smentire sono spesso 'fabbricati', inventati.
Alyousif, ora, teme che i suoi genitori, fratelli e cugini, siano a rischio a causa delle sue dichiarazioni in pubblico.
"Ho preso questa decisione per tutto il popolo siriano, non solo per la mia famiglia", ha detto.
Secondo Rima Maktabi, della CNN, Alyouseff sarebbe ora "un uomo che ammette di aver detto bugie con la sua telecamera e che sta chiedendo al mondo di credere alle sue parole".

venerdì 9 dicembre 2011

Siria: Come si può negare?


Le tracce di sangue per la casa, sui gradini, tra le scarpe lasciate all'ingresso, la voce rotta dal dolore e dalla paura di chi racconta, la disperazione di una donna che copre con il suo corpo un bambino con il viso di pietra, il sorriso annerito dalla morte, la testa fasciata. Non c'è bisogno di traduttori nè di perizie per verificare che il video non sia finto, per sentire la verità nella voce disperata, nello sgomento, nelle tracce della morte oscura lasciata dietro di sè da un'arma disumana. Come si può negare che in Siria stia accadendo tutto questo? Come si possono contestare i dati raccolti dall'Onu e le testimonianze rilasciate alle ong?
I video come questi sono migliaia. I sopravvissuti pronti a raccontare sono altrettanti.
Vorrei che chiunque si abbandona al negazionismo per difendere le sue ideologie, prima ascoltasse e vedesse davvero questi video e lasciasse spazio alle storie che hanno da raccontare i sopravvissuti. Sono i soli ad avere davvero diritto di parola in tutto questo.