"Tutto è inutile, quando non si vuole aprire la porta" Aldo Moro
lunedì 20 giugno 2011
domenica 19 giugno 2011
domenica 12 giugno 2011
ABCASIA: IL VANUATU RICONOSCE LA SUA INDIPENDENZA
E' un gioco di matriosche, quello che coinvolge la Madre Russia, la Georgia e la piccola e più problematica "Abcasia"- Repubblica Autoproclamatasi Indipendente dalla Georgia. Non è poi un gioco da poco nemmeno quello che coinvolge quei Paesi che ne hanno riconosciuto l'indipendenza de facto: fino allo scorso mese solo Nicaragua, Venezuela e Repubblica Nauru, su incoraggiamento della Russia.
Alla lista dei Paesi che, contrariamente ad Onu, Osce, Consiglio d'Europa e Unione Europea, riconoscono l'Abcasia, si è aggiunto, pochi giorni fa, anche lo Stato insulare del Vanuatu, un arcipelago appartenente all'Oceano Pacifico, che si trova tra la Nuova Caleidonia, le Isole Figi e le Isole Salomone, nel quale si parla il bislama (una lingua creola).
Quello del riconoscimento di repubbliche che si autoproclamano è per gli stati come quello del Nauru- il più piccolo Stato Indipendente al mondo per superficie e popolazione- un vero e proprio affare per coprire le esigenze interne. Si tratta del resto di un'isola che i criminali internazionali usano per il riciclaggio di danaro sporco e che alle volte si è vista costretta a commerciare la cittadinanza, offrendola persino ai kamikaze, a causa della sua miseria.
Gli affari si fanno così.
Ed è forse ancora così che la Russia sta cercando di appoggiare le rivendicazioni dell'Abcasia, fornendo alla cerchia dei suoi sostenitori un Paese in più. Questa volta, un altro Stato insulare che ha in passato rivendicato la sua indipendenza: il Vanuatu- un Paese che alcune fonti rivelano abbia una mortalità infantile pari al 39 per cento.
Ed è forse così che i conflitti tra georgiani e abcasi vengono alimentati da una serie di tensioni che hanno ben poco a che vedere con le ragioni delle due parti direttamente coinvolte e con la promozione del dialogo e di una soluzione tra di esse. Il motivo principale delle azioni del Cremlino? Trattenere ancora la Georgia.
LA MORTE DI BAGAPSH E L'ULTIMO NEGOZIATO DI GINEVRA
La decisione del Vanuatu di appoggiare l'indipendenza de facto dell'Abcasia, arriva in un momento in cui la regione è particolarmente vulnerabile.
Il Presidente Abcaso Sergei Bagapsh è infatti morto da poco in seguito ad un intervento chirurgico e adesso in Abkhazia si sta per andare alle urne.
Inoltre, il 7 Giugno, si è tenuto l'ennesimo incontro del negoziato di Ginevra tra Russia e Georgia, durante i quali fanno da mediatori gli Usa e l'Ue. La Russia ha fatto partecipare a questo incontro anche i territori che rivendicano l'indipendenza dalla Georgia: l'Abcasia, appunto, e l'Ossezia del Sud.
Durante l'incontro, la Georgia ha denunciato la presenza di materiali esplosivi pronti a detonare ritrovati vicino i confini con l'Abkhazia e alcune intercettazioni ritenute anche dai periti degli Usa veritiere, che appartengono ai servizi segreti russi.
La Russia, che risponderà alle accuse con un comunicato prossimamente, ha rifiutato la possibilità di fare entrare in Abkhazia e Georgia gli osservatori europei.
Alla lista dei Paesi che, contrariamente ad Onu, Osce, Consiglio d'Europa e Unione Europea, riconoscono l'Abcasia, si è aggiunto, pochi giorni fa, anche lo Stato insulare del Vanuatu, un arcipelago appartenente all'Oceano Pacifico, che si trova tra la Nuova Caleidonia, le Isole Figi e le Isole Salomone, nel quale si parla il bislama (una lingua creola).
Quello del riconoscimento di repubbliche che si autoproclamano è per gli stati come quello del Nauru- il più piccolo Stato Indipendente al mondo per superficie e popolazione- un vero e proprio affare per coprire le esigenze interne. Si tratta del resto di un'isola che i criminali internazionali usano per il riciclaggio di danaro sporco e che alle volte si è vista costretta a commerciare la cittadinanza, offrendola persino ai kamikaze, a causa della sua miseria.
Gli affari si fanno così.
Ed è forse ancora così che la Russia sta cercando di appoggiare le rivendicazioni dell'Abcasia, fornendo alla cerchia dei suoi sostenitori un Paese in più. Questa volta, un altro Stato insulare che ha in passato rivendicato la sua indipendenza: il Vanuatu- un Paese che alcune fonti rivelano abbia una mortalità infantile pari al 39 per cento.
Ed è forse così che i conflitti tra georgiani e abcasi vengono alimentati da una serie di tensioni che hanno ben poco a che vedere con le ragioni delle due parti direttamente coinvolte e con la promozione del dialogo e di una soluzione tra di esse. Il motivo principale delle azioni del Cremlino? Trattenere ancora la Georgia.
LA MORTE DI BAGAPSH E L'ULTIMO NEGOZIATO DI GINEVRA
La decisione del Vanuatu di appoggiare l'indipendenza de facto dell'Abcasia, arriva in un momento in cui la regione è particolarmente vulnerabile.
Il Presidente Abcaso Sergei Bagapsh è infatti morto da poco in seguito ad un intervento chirurgico e adesso in Abkhazia si sta per andare alle urne.
Inoltre, il 7 Giugno, si è tenuto l'ennesimo incontro del negoziato di Ginevra tra Russia e Georgia, durante i quali fanno da mediatori gli Usa e l'Ue. La Russia ha fatto partecipare a questo incontro anche i territori che rivendicano l'indipendenza dalla Georgia: l'Abcasia, appunto, e l'Ossezia del Sud.
Durante l'incontro, la Georgia ha denunciato la presenza di materiali esplosivi pronti a detonare ritrovati vicino i confini con l'Abkhazia e alcune intercettazioni ritenute anche dai periti degli Usa veritiere, che appartengono ai servizi segreti russi.
La Russia, che risponderà alle accuse con un comunicato prossimamente, ha rifiutato la possibilità di fare entrare in Abkhazia e Georgia gli osservatori europei.
venerdì 10 giugno 2011
EDUCAZIONE SIBERIANA DI NICOLAI LILIN
GLI URCA SIBERIANI IN TRANSNISTRIA
Educazione Siberiana racconta la storia vera di Nicolai Lilin e della comunità degli Urca Siberiani, deportati dal Regime di Stalin in Transnistria, (attualmente uno stato indipendente de facto che non è stato riconosciuto dalla comunità internazionale e che è considerato invece parte della Repubblica di Moldavia.)
Nicolai appartiene alla generazione giovane di questa comunità di criminali- onesti dalle regole ferree e codificate da una forte volontà di ristabilire la giustizia nel mondo in nome di Dio, perchè "la giustizia umana è orribile e sbagliata, e per questo motivo solamente Dio può giudicare. Peccato che in alcuni casi noi siamo obbligati a superare le Sue decisioni." E la comunità degli Urca Siberiani supera queste decisioni attraverso la punizione. Una punizione che è stata meditata durante gli anni di deportazione nei Gulag, quando gli attuali criminali avevano dovuto subire atrocità disumane, rimaste ignote e invendicate. Storie indelebili come quella di Prugna, che era stato costretto ad assistere nel Gulag alla ferocia dei soldati sulla madre, che l'avevano spogliata di fronte ai suoi figli e poi picchiata violentemente, per poi iniziare un gioco terribile: se non avesse staccato il dito alla figlioletta, loro avrebbero rotto ogni dito a Prugna. La madre, sconvolta, aveva alla fine sbattuto la testa della figlia contro un muro, mentre Prugna era stato gettato nella neve a morire, con tutte le dita frantumate. Nella sola speranza di morire presto, ingurgitando la neve e sperando in una congestione repentina, Prugna aveva maturato il germe della sua futura condizione di criminale-onesto, che per vendetta ha ucciso tantissimi poliziotti, collezionando i loro distintivi. Eppure, alla fine, si era distinto da tutti gli altri assassini per un motivo: aveva scritto. Aveva tentato di spiegare al governo il perchè della sua rabbia e dei suoi atti violenti, rivelando il luogo dove si trovavano i corpi di alcuni poliziotti, "quando a lui invece non era stata data la possibilità di piangere sulla tomba di suo padre, di sua madre e di sua sorella".
La comunità degli Urca siberiani della Transnistria è formata da questi anziani che hanno deciso che i poliziotti debbano essere esclusi dal mondo, perchè rappresentanti quell'ingiustizia che non può in alcun modo essere sanata. Anche per questo, gli Urca non rivolgevano mai la parola a un poliziotto. Ogni messaggio doveva essere inviato loro tramite una donna, sempre presente per mediare tra le parti, per riferire le stesse parole ed offese pronunciate dall'uomo.
Nicolai appartiene alla generazione giovane di questa comunità di criminali- onesti dalle regole ferree e codificate da una forte volontà di ristabilire la giustizia nel mondo in nome di Dio, perchè "la giustizia umana è orribile e sbagliata, e per questo motivo solamente Dio può giudicare. Peccato che in alcuni casi noi siamo obbligati a superare le Sue decisioni." E la comunità degli Urca Siberiani supera queste decisioni attraverso la punizione. Una punizione che è stata meditata durante gli anni di deportazione nei Gulag, quando gli attuali criminali avevano dovuto subire atrocità disumane, rimaste ignote e invendicate. Storie indelebili come quella di Prugna, che era stato costretto ad assistere nel Gulag alla ferocia dei soldati sulla madre, che l'avevano spogliata di fronte ai suoi figli e poi picchiata violentemente, per poi iniziare un gioco terribile: se non avesse staccato il dito alla figlioletta, loro avrebbero rotto ogni dito a Prugna. La madre, sconvolta, aveva alla fine sbattuto la testa della figlia contro un muro, mentre Prugna era stato gettato nella neve a morire, con tutte le dita frantumate. Nella sola speranza di morire presto, ingurgitando la neve e sperando in una congestione repentina, Prugna aveva maturato il germe della sua futura condizione di criminale-onesto, che per vendetta ha ucciso tantissimi poliziotti, collezionando i loro distintivi. Eppure, alla fine, si era distinto da tutti gli altri assassini per un motivo: aveva scritto. Aveva tentato di spiegare al governo il perchè della sua rabbia e dei suoi atti violenti, rivelando il luogo dove si trovavano i corpi di alcuni poliziotti, "quando a lui invece non era stata data la possibilità di piangere sulla tomba di suo padre, di sua madre e di sua sorella".
La comunità degli Urca siberiani della Transnistria è formata da questi anziani che hanno deciso che i poliziotti debbano essere esclusi dal mondo, perchè rappresentanti quell'ingiustizia che non può in alcun modo essere sanata. Anche per questo, gli Urca non rivolgevano mai la parola a un poliziotto. Ogni messaggio doveva essere inviato loro tramite una donna, sempre presente per mediare tra le parti, per riferire le stesse parole ed offese pronunciate dall'uomo.
Le offese non sono permesse tra gli appartenenti alla comunità, a rischio di essere puniti con la morte. I poliziotti invece vengono ricoperti di offese degradanti e ironiche. Le armi sono sacre e hanno un loro altare: la picca, che ha poteri magici conferiti da Dio, sacra a Nicolai e a tutti i giovani, le pistole, che vanno protette dalla contaminazione. Perché contaminazione ci può essere, secondo la comunità degli Urca, parlando ad un poliziotto o ad un omosessuale, ma il contagio si nasconde anche nella musica e nei libri di qualche artista americano. Una strana commistione di regole e di principi che però all'interno del libro Educazione Siberiana si fanno pienamente coerenti, rivelando motivazioni profonde, che l'autore non mitizza e non giustifica ma che semplicemente racconta.
L'educazione che Nicolai riceve da Nonno Kutzja e dagli altri anziani della comunità criminale, non è fatta di violenza. E' principalmente fatta di una filosofia di vita che ha forse dell'animalesco ma che costituisce una risposta ad un dato incontrovertibile dell'esistenza. Un uomo che vive nell'errore, "camminando sulla sua strada sbagliata rovina tante vite, mette nei guai tante persone che in qualche maniera dipendono da lui." Perciò, l'unica soluzione per proteggere il proprio mondo, la propria comunità, gli innocenti e gli indifesi, "L'unico modo per far tornare tutto al suo posto è ucciderlo."
Alla obiezione "Non sarebbe meglio evitar di avere contatti con lui e basta?"del giovane Nicolai, la comunità risponde: "Ragazzo, chi ti credi di essere, Gesù Cristo? Soltanto lui può fare i miracoli, noi dobbiamo solo servire Nostro Signore. E quale servizio migliore che togliere dalla faccia del mondo i figli di Satana?"
Un'affermazione che poi trova la sua risposta in tanti avvenimenti atroci che non possono essere evitati nemmeno dal sistema di protezione e di solidarietà della comunità. Questa comunità che si è chiusa per proteggere tutti i suoi appartenenti in un sistema di solidarietà e fratellanza e di legami basati su promesse di amicizia e di rispetto eterno, non crede che il mondo esterno possa cambiare. Questa comunità che ha vissute molte condanne sin dalla più giovane età, finendo in carceri minorili nelle quali l'abominio della violenza delle guardie sui minori e delle violenze tra carcerati si fa disumanamente feroce, non può rivolgersi a niente altro se non alla violenza per affermare la giustizia e i valori. La chiusura al mondo degli altri, della banda di Seme Nero o a quella di Caucaso, come a di tutte le altre, si manifesta nel modo di vestire umile e soprattutto nel modo di parlare e nelle regole di comportamento. La parola è la prima arma di questa comunità di criminali onesti che dispongono di una sorta di loro tribunale e di una sorta di consiglio degli anziani al quale rispondere delle proprie azioni e al quale appellarsi per avere protezione e giustizia.
L'educazione che Nicolai riceve da Nonno Kutzja e dagli altri anziani della comunità criminale, non è fatta di violenza. E' principalmente fatta di una filosofia di vita che ha forse dell'animalesco ma che costituisce una risposta ad un dato incontrovertibile dell'esistenza. Un uomo che vive nell'errore, "camminando sulla sua strada sbagliata rovina tante vite, mette nei guai tante persone che in qualche maniera dipendono da lui." Perciò, l'unica soluzione per proteggere il proprio mondo, la propria comunità, gli innocenti e gli indifesi, "L'unico modo per far tornare tutto al suo posto è ucciderlo."
Alla obiezione "Non sarebbe meglio evitar di avere contatti con lui e basta?"del giovane Nicolai, la comunità risponde: "Ragazzo, chi ti credi di essere, Gesù Cristo? Soltanto lui può fare i miracoli, noi dobbiamo solo servire Nostro Signore. E quale servizio migliore che togliere dalla faccia del mondo i figli di Satana?"
Un'affermazione che poi trova la sua risposta in tanti avvenimenti atroci che non possono essere evitati nemmeno dal sistema di protezione e di solidarietà della comunità. Questa comunità che si è chiusa per proteggere tutti i suoi appartenenti in un sistema di solidarietà e fratellanza e di legami basati su promesse di amicizia e di rispetto eterno, non crede che il mondo esterno possa cambiare. Questa comunità che ha vissute molte condanne sin dalla più giovane età, finendo in carceri minorili nelle quali l'abominio della violenza delle guardie sui minori e delle violenze tra carcerati si fa disumanamente feroce, non può rivolgersi a niente altro se non alla violenza per affermare la giustizia e i valori. La chiusura al mondo degli altri, della banda di Seme Nero o a quella di Caucaso, come a di tutte le altre, si manifesta nel modo di vestire umile e soprattutto nel modo di parlare e nelle regole di comportamento. La parola è la prima arma di questa comunità di criminali onesti che dispongono di una sorta di loro tribunale e di una sorta di consiglio degli anziani al quale rispondere delle proprie azioni e al quale appellarsi per avere protezione e giustizia.
I criminali onesti non offendono e parlano continuamente una lingua tutta loro, comprensibile a fondo solamente dai veri urca siberiani. Un linguaggio che si estende ai tatuaggi che si "soffrono" e che raccontano le esperienze di vita degli urca.
L'educazione siberiana di Nicolai si scontra poi con la vendetta sulla violenza sessuale perpetrata nei confronti di una giovane ragazza siberiana affetta da autismo ad opera di una banda di criminali rumeni e di un Guardiano corrotto di un quartiere vicino. L'atrocità che ha risucchiato la ragazza in un mondo fatto di assoluto dolore e di immobilità totale, nonostante la continua protezione da parte della comunità criminale nei suoi confronti, è un peccato che tutti sentono come una ferita non rimarginabile, che si trasformerà in una punizione di Dio per tutti.
A vendicare il gesto devono essere i minorenni della comunità siberiana, tra i quali c'è anche Nicolai. La caccia ai violentatori nei quartieri vicini si fa serrata, alla fine la verità viene svelata... I corpi dei violentatori vengono colpiti da tantissimi proiettili e svuotati da tutto il sangue che li rendeva per definizione umani. Nicolai però non ha il tempo di dire a quegli esseri nulla. Niente che li facesse avere paura, niente che li facesse rendere conto della loro azione disumana e della loro condizione abietta nei confronti di Dio e degli uomini. Il fuoco della comunità ed il suo fuoco zittisce tutto e non porta consolazione. La ragazza violata rimane in un limbo e piano piano si lascia morire.
Nicolai, crescendo, inizia ad avvertire le contraddizioni della sua educazione siberiana, cerca di prendere un diploma di yoga e di rientrare nel mondo esterno alla comunità. Eppure, anche lì scopre che la società ha perso, che la dimensione comunitaria è tenuta sotto scacco dal menefreghismo e dalla corsa all'inutilità.
Fino a quando un giorno non scopre che anche lo yoga, una attività della quale vorrebbe diventare istruttore, nasconde insidie pericolose. Infatti, il suo maestro di yoga ha convinto i suoi adepti che la meditazione e gli esercizi possano guarire il corpo e l'anima da qualsiasi male. Anche dalle malattie di cuore. E' così che un ragazzo che Nicolai nemmeno conosce, si convince di poter guarire dalla sua malattia solo con lo yoga e poi muore. Nicolai ha un'educazione siberiana. E' l'unico a reagire e a parlare. Ma ecco lo scacco. E' solo, solo con la sua parola. E perde.
Il maestro ottiene che venga allontanato dalla scuola e che non possa ricevere il suo diploma. Nicolai sarà quindi costretto a fare la leva militare e non potrà andare all'università.
E' così che Nicolai finisce in caserma, dove un generale lo sbatte per colpa della sua volontà di appartenere solo alla comunità siberiana della Transnistria tra gli sminatori che saranno inviati poi in Cecenia. E' così che Nicolai diventa proprietà di uno Stato che lui ha sempre odiato e combattuto. La comunità di criminali onesti si deflagra dall'interno e vede i giovani contrapporsi agli anziani urca per lotte di potere innescate dalla polizia con dei trucchi astuti. Un mondo intero crolla e porta con sè tante vite e tante storie... che Nicolai riesce a salvare solamente scrivendo.
A vendicare il gesto devono essere i minorenni della comunità siberiana, tra i quali c'è anche Nicolai. La caccia ai violentatori nei quartieri vicini si fa serrata, alla fine la verità viene svelata... I corpi dei violentatori vengono colpiti da tantissimi proiettili e svuotati da tutto il sangue che li rendeva per definizione umani. Nicolai però non ha il tempo di dire a quegli esseri nulla. Niente che li facesse avere paura, niente che li facesse rendere conto della loro azione disumana e della loro condizione abietta nei confronti di Dio e degli uomini. Il fuoco della comunità ed il suo fuoco zittisce tutto e non porta consolazione. La ragazza violata rimane in un limbo e piano piano si lascia morire.
Nicolai, crescendo, inizia ad avvertire le contraddizioni della sua educazione siberiana, cerca di prendere un diploma di yoga e di rientrare nel mondo esterno alla comunità. Eppure, anche lì scopre che la società ha perso, che la dimensione comunitaria è tenuta sotto scacco dal menefreghismo e dalla corsa all'inutilità.
Fino a quando un giorno non scopre che anche lo yoga, una attività della quale vorrebbe diventare istruttore, nasconde insidie pericolose. Infatti, il suo maestro di yoga ha convinto i suoi adepti che la meditazione e gli esercizi possano guarire il corpo e l'anima da qualsiasi male. Anche dalle malattie di cuore. E' così che un ragazzo che Nicolai nemmeno conosce, si convince di poter guarire dalla sua malattia solo con lo yoga e poi muore. Nicolai ha un'educazione siberiana. E' l'unico a reagire e a parlare. Ma ecco lo scacco. E' solo, solo con la sua parola. E perde.
Il maestro ottiene che venga allontanato dalla scuola e che non possa ricevere il suo diploma. Nicolai sarà quindi costretto a fare la leva militare e non potrà andare all'università.
E' così che Nicolai finisce in caserma, dove un generale lo sbatte per colpa della sua volontà di appartenere solo alla comunità siberiana della Transnistria tra gli sminatori che saranno inviati poi in Cecenia. E' così che Nicolai diventa proprietà di uno Stato che lui ha sempre odiato e combattuto. La comunità di criminali onesti si deflagra dall'interno e vede i giovani contrapporsi agli anziani urca per lotte di potere innescate dalla polizia con dei trucchi astuti. Un mondo intero crolla e porta con sè tante vite e tante storie... che Nicolai riesce a salvare solamente scrivendo.
venerdì 3 giugno 2011
VICINO ROMA
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