Ultime notizie: è sparita la moglie di Liu Xiaobo, vincitore del Premio Nobel per la Pace 2010. Si stava recando, scortata dalla polizia cinese, nella città dove è incarcerato il marito.
Si sospetta fortemente che possa essere stata condotta dalla polizia in uno di quei centri che la polizia di Pechino usa di solito per "esiliare" i parenti dei dissidenti ed impedire loro di parlare e diffondere notizie.
Gli indizi di una tale intenzione sono già rintracciabili nell'irruzione fatta dalla polizia in casa della donna ieri, giorno nel quale è stata dichiarata la vittoria al premio Nobel 2010 di Liu Xiaobo.
Le è stato impedito di rilasciare dichiarazioni alla stampa, di rispondere al telefono e di avere contatti con il mondo esterno. Adesso, potrebbe essere stata condotta contro la sua volontà in un luogo nel quale non possa parlare. Non è nemmeno fantascientifico che le possano impedire di andare a ricevere il Premio Nobel al posto del marito.
Intanto, Barack Obama-premio Nobel per la Pace 2010- ha chiesto al governo di Pechino che Liu venga liberato. Difficilmente la tirannia cinese si piegherà. Ha troppa paura e continua ad esercitare la sua forza e la sua prepotenza, riuscendo incredibilmente a fare in modo che i cinesi non sappiano con un controllo mediatico e sociale molto intenso.
La rabbia però rimane zitta ed un giorno si sveglia. E quando si sveglierà, il governo di Pechino avrà molta, molta paura. Perchè le parole non si lasceranno mai fermare da nessuno.
Immaginavo che avrebbero impedito alla moglie di rivelare la bella notizia al marito.
RispondiEliminaDal punto di vista cinese, se lui vienisse a sapere che ha ricevuto un premio per ciò che pensa e ha scritto questo lo porterebbe a pensare di avere ragione e quindi di dover continuare a diffondere le sue idee, mentre il governo cinese vuole fargli capire di essere in torto e di dover assolutamente cambiare idea.
Questa storia sta diventando sempre più complicata e la colpa è nostra che ficchiamo il naso negli affari degli altri, per quanto sbagliato possa essere il modo di agire, governare e pensare dei cinesi, noi occidentali dovremmo imparare a rispettare le usanze straniere, non siamo noi a dover combattere questa guerra ma il popolo cinese stesso, è l'unico in grado di risolvere questa spina, noi al massimo possiamo appoggiarli e sostenerli ma non combattere al loro posto.
Ecco cos'è successo, una povera donna ne paga le conseguenze adesso.
P.S. lo sai che lo sfondo blu è molto più bello del viola? Mi piace tantissimo ^__-
Gle
Noi non ficchiamo il naso negli affari degli altri. Noi SOSTENIAMO chi nel mondo DIFENDE I DIRITTI UMANI!non si tratta di USANZE straniere, si tratta di violazione dei diritti umani, ingiustizie, prepotenze. si tratta di dittature non di usanze! queste cose accadrebbero comunque. anzi, accadono molte più cose di quelle che noi sappiamo in Cina e nel mondo. nelle carceri, nei territori sconosciuti, i governi usano il loro strapotere per schiacciare i diritti umani.
RispondiEliminase succede in Paesi come l'America, nella cui prigione di Abu Graib si perpetravano orrendi abusi sui prigionieri, figurati cosa accade in regimi come quelli di Pechino!
la Cina non solo non sa niente di Liu e di sua moglie, la Cina non sa niente di tutte le volte in cui i cinesi si inginoccchiano e pagano amare umiliazioni per una dittatura che gli toglie ogni dignità!
:) mi fa piacere che ti piaccia il blu :) ho messi più spazio per i riquadri del testo anche :D
Quello che intendo io è che dovrebbero esserci più persone coraggiose come questo signore, l'unione fa la forza ma è anche vero che al momento la maggior parte popolazione cinese si lascia dominare senza far sentire la sua voce.
RispondiEliminaAngy per quanto sbagliata e crudele sia la loro politica alla fine è pur sempre una cosa che fa parte di loro, non fraintendermi le ingiustizie e le atricità purtroppo ci sono ovunque e io come molti desidero porvi fine, tuttavia qui stiamo parlando di un nucleo politico e gli unici a poter ribaltare la situazione sono i cinesi, se loro si ribellassero allora il mondo intero correrebbe ad aiutarli, ma non possiamo sostenerli se non vogliono essere sostenuti.
La Cina al momento sopporta e convive con un governo ai nostri occhi crudele, ma fin quando loro non reagiscono noi non abbiamo il diritto di stabilire cos' è o cosa non è giusto.
Si dice "aiutati che Dio ti aiuta".
Se solo la storia di questo signore trapelasse, sarebbe un valido esempio per molti e allora le cose potrebbero cominciare a cambiare.
P.S. è proprio un bel cambiamento, entrando nel tuo blog sembra di respirare aria fresca ^__^
Gle
si sul fatto che ogni rivoluzione debba partire dall'interno sono d'accordo. ma sono anche e soprattutto convinta che esista un DIRITTO UNIVERSALE che vada difeso dalla forza degli organismi internazionali.
RispondiEliminaL'incidenza che la politica estera degli altri Paesi su determinate situazioni, per esempio, è molto forte. in alcuni conflitti nel mondo abbiamo una grossa parte di responsabilità. l'Europa, L'America, hanno il potere di rinfocolare i conflitti o di renderli meno forti. Invece, spesso, come accade in Caucaso, l'Europa non fa abbastanza. L'America guarda al suo tornaconto.
Ora, per quanto riguarda Pechino, il resto del mondo DEVE fare capire al governo cinese che non c'è spazio per chi sta diventando un colosso di prepotenza nei rapporti internazionali. non c'è spazio per chi non rispetta i diritti umani e schiaccia migliaia di persone. Per esempio, c'è chi ha chiesto aiuto al mondo: il TIBET! il Tibet chiede aiuto, in difesa dalle aggressioni di Pechino e dalle violazioni dei diritti umani.
:P ho pensato infatti che questi colori fossero più riposanti per gli occhi e più freschi! e dire che il blu non è di certo il mio colore preferito! :P