Liu Xiaobo è il Premio Nobel per la Pace 2010.
Lui ancora non lo sa. La polizia cinese non glielo ha detto. Alla moglie è stato intimato di non parlare. Nemmeno la Cina lo sa. Perchè è stata oscurata la trasmissione in diretta della notizia data dalla CNN.
Per Pechino, Liu è un dissidente, un criminale, condannato e imprigionato. Per che cosa? Per aver chiesto la democrazia. E per aver sottoscritto la Carta 08, un Documento che si propone di rivendicare i diritti umani in Cina.
Un gesto molto intelligente quello della commissione del Premio Nobel di quest'anno che non è più un'etichetta da vip ma un vero atto di sfida per la pace: "Pechino liberi il dissidente". Qui non stiamo parlando di Obama. Qui stiamo parlando davvero di chi combatte in prima linea per i diritti umani, per la libertà, per la democrazia, per un popolo vessato che come un gigante si vede umiliato e asservito da pochi tiranni. Pechino ha dichiarato che il gesto è stato registrato dalle autorità come "gesto ostile".
Il 10 Dicembre 2010, a Liu verrà consegnato il Premio e le diecimila corone svedesi "per la sua lotta lunga e non violenta per i diritti umani fondamentali in Cina". Il Comitato ritiene da molto tempo che ci sia uno stretto legame tra i diritti umani e la pace. Liu non ci sarà. Sta scontando i suoi undici anni di carcere per sovversione. Il Dalai Lama, esiliato Premio Nobel per la Pace, ha dichiarato: ”Premiare con il Nobel per la pace Liu Xiaobo e’ il riconoscimento della comunita’ internazionale all’innalzamento della voce tra il popolo cinese per premere la Cina attraverso riforme politiche, legali e costituzionali”.
Per chiunque volesse sapere cosa significhi la Cina di oggi, basterà leggere il Documento Carta 08, ispiratosi al Documento Carta 77, documento redatto da attivisti ciechi e slovacchi che chiedeva all'Urss il riconoscimento dei Diritti Umani.
Liu era il firmatario che si era esposto maggiormente .
Per chi volesse firmare il Documento, si prega di inviare una mail all'indirizzo: 2008xianzhang2008@gmail.com
Nel Documento CARTA 08, non troverete una sola parola che sia difforme dall'affermazione di
LIBERTA', DIRITTI UMANI, UGUAGLIANZA, REPUBBLICA, DEMOCRAZIA, GIUSTA COSTITUZIONE.
Si chiede inoltre la separazione dei poteri, la limitazione degli abusi di potere, l'indipendenza del potere giudiziario, che l'esercito risponda al governo e non ad un partito, la garanzia dei diritti umani, libertà di formare i gruppi, di raduno, di espressione, di religione, rinnovamento del sistema dell'educazione civica, una repubblica federale, la riabilitazione della reputazione di tutte le persone ingiustamente diffamate.
E questo è il Documento che Pechino ritiene essere ingiusto? Questo il testo che Pechino chiede di boicottare agli studenti? Questa la Carta che fa arrestare uomini e uomini senza nessuna pietà?
11. Libertà di espressione. Dobbiamo rendere universale il diritto di parola, di stampa e di libertà accademica, garantendo che i cittadini siano informati e messi nella possibilità di esercitare il loro diritto di supervisione. Queste libertà vanno sostenute con una legge sulla stampa che abolisca le restrizioni politiche su di essa. L’articolo dell’attuale codice criminale che parla di “crimine di incitamento alla sovversione del potere statale” deve essere abolito. Dobbiamo finirla col guardare alle parole come dei crimini.
Con il Premio Nobel 2010, l'occidente fa finalmente un gesto incisivo e coraggioso per dare voce al popolo cinese, invece di darsi all'etichetta ed alla formalità.
forse chissà qualcosa sta iniziando a cambiare, io credo molto che la nostra generazione tra qualche anno darà una svolta a tutto, guarda in Iran la ribellione studentesca, guardiamo in cina dove ci sono persone che anzichè socombere stanno lottando contro il sistema. Sembra quasi come se per loro l'illuminismo stia iniziando ora e noi siamo spettatori di questo cambiamento. nel mio piccolo vorrei contribuire sai? complimenti per questo post.molto bello. mi permetti di copiarlo e di metterlo in bacheca su fb?
RispondiEliminaomar
Ho sentito anch'io questa notizia in tv, è evidente che la libertà di parola e di pensiero non c'è in Cina, però io stimo quel signore che ha lottato per i suoi ideali e sicuramente continuerà a lottare, mi dispiace molto che sia finito in carcere, sono molto severi da quelle parti.
RispondiEliminaGle
Certo Omar :) grazie :) ultimamente scrivo di fretta e male ma preferisco continuare a scrivere piuttosto che fermarmi e aspettare di avere il tempo. Nelle ultime ore è sparita la moglie di Liu. Stava andando a trovare il marito in prigione, scortata dalla polizia di Pechino (azz!). I suoi legali sono molto preoccupati. Speriamo che non le accada niente. :(
RispondiEliminaOmar, io credo che il cambiamento che può apportare la nostra generazione sia minimo, ma sicuramente saremo stati noi ad aver iniziato! forse ci vorranno generazioni e generazioni, sicuramente ci saranno sacrifici e sacrifici di migliaia e miliardi di persone nel tempo... ma la storia prima o poi esplode e cambia.
la gente prima o poi si arrabbia. non può sopportare per sempre. prima o poi, si accorge. le si aprono gli occhi improvvisamente. finalmente capisce. ed è cosi che la storia va avanti. la vera delusione è che sia l'occidente a non fare niente per rendere l'evidenza sempre più ascoltata dal mondo.
Gle, nelle carceri di Pechino succedono cose atroci... Per non dire della gente che vive normalmente e improvvisamente viene prelevata da furgoni neri e sparisce dal mondo per sempre.
E' un Paese davvero inquietante, per quanto abbia una cultura affascinante. quest'anno è l'anno della cultura cinese in Italia. l'ho notato guardando in via dei Fori Imperiali le lampade cinesi appese sulla strada...