martedì 26 ottobre 2010

KADYROV FA OUTING:AMO PUTIN

“Amo Putin e vorrei che fosse presidente a vita”. Per non dare adito a fraintendimenti, il Presidente ceceno Ramzdan Kadyrov puntualizza sul settimanale americano News Week: “Lo amo molto, come un uomo può amare un uomo”. E non si dica che l’uomo che si è fatto portavoce del “pio pensiero musulmano”, che ha un sogno-quello di mettere il velo a tutte le donne e che ha fatto costruire la Moschea più grande d’Europa a Groznyj, possa mai alludere a qualsiasi altro tipo di legame affettivo. Anche perché la religione nel Caucaso del Nord è argomento assai scottante, se si pensa che una fazione di terroristi desidera che le repubbliche a maggioranza musulmana costituiscano un emirato unico. Si veda il sito Kavkaz Center per approfondimenti.
Il leader della piccola Repubblica caucasica, che continua ad essere lo scenario di violazioni di diritti umani aberranti e di innumerevoli miserie anche dopo le due guerre, desidera fortemente che la lieson con il premier Vladimir Putin al Cremlino continui anche dopo il 2012, quando si terranno le nuove elezioni. Perché poi correre il rischio di incappare in un nuovo premier che limiti il suo strapotere e non gli sia più complice ed insieme mandante?
Così, Kadyrov dichiara quei “cattivi” dei nemici di Putin suoi personali nemici (forse ne sa qualcosa anche la Politkovskaya?) e afferma che in Cecenia oggi ci siano i tassi più bassi di criminalità del Paese. Dove avrà letto queste statistiche? Nemmeno a Paperopoli starebbero in piedi queste affermazioni.
Per Kadyrov il suo “compagno” Putin è “un uomo di parola” che ha portato la Pace in Cecenia dopo il terribile mandato di Eltsin che ricorse alle bombe per persuadere la piccola repubblica ad abbandonare il proposito di ottenere l’indipendenza dalla Russia.
Oggi sì, con Putin e le comuni azioni antiterrorismo, i rapimenti casuali e le uccisioni sommarie, i terroristi sono andati via dalla Cecenia! Ecco perché pochi giorni fa il Parlamento è stato teatro di una esplosione kamikaze e di un attacco con tanto di ostaggi, morti e sparatorie. Ecco perché il Tsentoroy – la roccaforte in cui risiedono i Kadyrovtsy – gli uomini del clan di Ramzan- di cui Memorial e le ong internazionali denunciano l’esistenza di una prigione segreta per torturare gli oppositori, è stato attaccato dai ribelli. La Cecenia oggi è proprio come Putin aveva promesso, dando man forte a Kadyrov. Grazie Putin. That’s amore.

Per capire come stiano veramente le cose in Cecenia.
Dal libro Proibito Parlare- Anna Politkovskaya:
“Goriacka è il luogo dove i banditi- con o senza stellette- portano le salme delle persone giustiziate. Perciò è raro che qualcuno arrivi senza un motivo. Qui ti imbatti di continuo in qualche cadavere, e se compare una faccia nuova significa automaticamente che sta per succedere qualcosa di brutto. (…) Se Putin sorvolasse Groznyj sul suo elicottero dei miracoli, per poi atterrare proprio a Goriacka, in questo “appartamento”, è probabile che si trasformerebbe in vendicatore del popolo. Ma su Goriacka non volano elicotteri miracolosi, solo quelli “senza segni di riconoscimento”, che sganciano ordigni o gettano cadaveri. (…)
Si dà il caso che un perfetto sconosciuto, dopo aver visto dalla macchina quel triste spettacolo, una donna al “balcone” palesemente affamata e disperato, non l’abbia sopportato e sia andato a prendere quei pacchetti chissà dove. Contengono latte, pane e altre semplici cibarie.
Ma zia Valja non reagisce come ci si aspetterebbe: vede il pane e si nasconde… Non riesce a capire che quelli sono regali per lei… Anni e anni di fame cronica ti cambiano la personalità, tanto che gli spari diventano una cosa normale mentre il latte e il pane ti fanno paura.”

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