mercoledì 6 ottobre 2010

IN VISITA ALLE ABITAZIONI FORNITE AI PROFUGHI DEL NAGORNO KARABACK


I bambini di Baku amano la brochure del VIAGGIO DI AMICIZIA NEL CAUCASO DEL SUD.
Sulla copertina, lo slogan che ho inventato: "L'amicizia è in viaggio", in russo è diventato "l'itinerario del viaggio è aperto" ed in inglese-"friendship is on a journey". Ma nessuno di loro è in grado di leggere in nessuna di queste lingue. Fingono. Come tutti i bambini. Con l'aria seria, guardando le figure e usando la furbizia per comprendere.
Mi accerchiano dicendomi qualche parola in russo. Mi insegnano qualche parola e scelgono proprio la parola sorriso. Appena capiscono che ho altre brochure in borsa, mi accerchiano e mi si stringono attorno e addosso. Per un attimo mi sento in difficoltà e poi decido di lasciare un mazzetto ai più prepotenti che le tolgono ai meno svelti. Poi cerco di riparare ma un signore, il custode della scuola all'interno della quale sono entrati gli altri della delegazione, si avvicina a loro e scapaccioni sugli orecchi.
Inutilmente, gli grido: "Nje, Nje, Nje!" . " No, no no!".
I bambini si disperdono per un attimo.
Poi, me li ritrovo di fronte il nostro autobus. Ci tenevano a salutarci.
Il Presidente dell'Associazione batte il cinque ai bambini. Immortalo il momento. Poi, si va via. Lasciandoci dietro gli sguardi di tutti.




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