Gli uomini sono tutti allineati e ci fissano. Se ne aggiunge sempre qualcuno. c'è chi tiene un bambino in braccio. Non sanno chi siamo, cosa siamo venuti a fare. Non abbiamo un modo per comunicare con tutti loro. Le nostre visite sono programmate, molto spesso rappresentative. Mi avvicino alla fila indiana. Ho un abito lungo. Ma sono una donna. E sconosciuta. E che proviene da quel gruppo di gente sconosciuta che viene da chissà dove. La fila indiana fa tutta insieme un passo indietro. Come un'onda prodotta da un'increspatura. Faccio anche io un passo indietro. Loro si mortificano e si guardano tra di loro, come a chiedersi il permesso di fidarsi di me. Estraggo dalla borsa il mazzo di brochure che tengo nella borsa. Mi sporgo con il braccio e gliele porgo da lontano.
Indimenticabile.


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