martedì 19 ottobre 2010

ATTACCO AL PARLAMENTO CECENO SVENTATO

IL FATTO- L'attacco al Parlamento ceceno da parte di alcuni guerriglieri anti-russi si è tenuto stamattina alle ore 08.45 a Grozny. Il bilancio delle vittime è di quattro morti (tre guardie di sicurezza ed un civile) e tredici feriti. Salvi i parlamentari, uccisi tutti i guerriglieri.

La macchina del commando ha fatto irruzione all'ingresso del Parlamento, confondendosi tra le auto dei deputati. Uno dei guerriglieri si è fatto esplodere, mentre gli altri hanno fatto irruzione nell'edificio, catturando degli ostaggi. Il Presidente del Parlamento, Dukhuvakh Abdurakhmanov, è stato immediatamente portato fuori dall'edificio ed è rimasto totalmente illeso.
Diffusa da alcune agenzie cecene, la notizia che sia stato lo stesso Presidente Ramzdan Kadyrov a guidare le forze antisommossa che si sono introdotte all'interno del Parlamento, uccidendo tutti i ribelli.
La seduta prevista per la giornata si è tenuta normalmente, dopo aver fatto piazza pulita di tutti i cadaveri.
In una conversazione tra Kadyrov e Putin, il premier russo ha assicurato il supporto a tutti i coinvolti nell'attacco.

IL PUNTO- La condizione per il patto tra i presidenti Vladimir Putin e Ramzdan Kadyrov è solo una: la rinuncia a qualsiasi tipo di rivendicazione indipendentista dei ceceni, in cambio della libertà nella gestione territoriale. Libertà fatta di violazioni dei diritti umani, abusi e violenze, incapacità di avviare una effettiva normalizzazione del Paese, di persistente disoccupazione e mancanza di sicurezza. Tutte promesse mancate, quelle fatte da Mosca e da Kadyrov, che questo clamoroso attentato ha messo ancora più in evidenza.
Se negli ultimi anni Kadyrov era riuscito temporaneamente ad imbavagliare le rivendicazioni dei guerriglieri all'interno dei confini ceceni, il fuoco della questione si è da tempo spostato ed amplificato nelle vicine Repubbliche di Inguscetia e Dagestan.
Le rivendicazioni, che arrivano da un fronte di opposizione costituito da una saldatura tra nazionalismo, rinascita islamica e jihad, si fanno sempre più preoccupanti e le tensioni non finiranno, finchè l'evidenza delle reali condizioni di vita in Cecenia continueranno a suscitare reazioni ed a smascherare le bugie dei governi.

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