venerdì 9 luglio 2010

TURCHIA

CONFINI:
La Turchia è cinta a Sud dal Mar Mediterraneo, ad ovest dal Mar Egeo, a nord-ovest dal Mar di Marmara ed a nord dal Mar Nero. Confina a nord-ovest con la Grecia e la Bulgaria, a nord-est con la Georgia, ad est con l'Armenia, l'Azerbaijan e l'Iran, a sud-est con l'Iraq ed a sud con la Siria.
LINGUA:
Il turco è la lingua ufficiale. Minoritarie: Curdo, ameno , greco. L'inglese è capito nelle aree turistiche. Si stanno sviluppando seconde lingue: abcaso, albanese, arabo, armeno, azero, bosniaco, bulgaro, circasso, georgiano, greco, ladino, laz, macedone, polacco, russo, tedesco, zazaki.Il greco pontico è diffuso nell’area di Trebisonda.
ETNIE:
Turca. minoranza curda. Vi sono anche minoranze di lazi, circassi, arabi, armeni, greci, ebrei.
FUSO ORARIO:
+1
CAPITALE:
Ankara

ALTRE CITTA’ IMPORTANTI:
Istanbul, Antalia, Izmir, Adana, Gaziantep
FORMA DI GOVERNO:
Repubblica parlamentare
PRESIDENTE:
Abdullah Gull
RELIGIONI:
la religione prevalente è quella musulmana. È inoltre presente un limitatissimo numero di cittadini di religione cristiano ortodossa, cattolica, protestante ed ebraica
Il clima nella vita pubblica turca non segnala una totale apertura mentale verso le altre religioni. Diversi media e politici parlano di un “pericolo cristiano” dovuto - secondo loro - all'enorme numero di convertiti dall'islam. In realtà, come dimostrano i dati del Ministero degli Interni, dal 1999 al 2001 si sono fatti battezzare solo 344 musulmani, su una popolazione di oltre 70 milioni. L'ateismo, per quanto la laicità sia sempre stato uno dei punti fondanti della Turchia moderna, è ancora piuttosto malvisto e probabilmente gli atei, che costituiscono l’1 per cento della popolazione, evitano di dichiararsi tali.
MONETA:
Lira turca
Entrata in vigore il primo gennaio 2005, la nuova lira turca (YTL) vale 0,55euro circa. E' possibile effettuare il cambio sul posto agli uffici di cambio, nelle banche e negli hotel. Tutte le carte di credito internazionali sono accettate e le grandi città e i luoghi turistici sono provvisti di bancomat. Tenuto conto dell'inflazione permanente, é meglio ritirare contanti secondo necessità. Evitate i pagamenti via fattura con carta carbone, essendo quest’ultima modificabile e utilizzabile per dei falsi. Le banche sono aperte dal lunedi' al venerdi', dalle 8h30 alle 12h e dalle 13h alle 17h. Alcuni negozianti accettano gli euro, soprattutto nei centri di maggiore afflusso.
TELEFONIA:
Prefisso per l'Italia: 0039
Prefisso dall'Italia: 0090
la rete GSM copre quasi tutto il Paese. La rete GSM 1800 funziona nei dintorni di Istanbul, nella regione costiera del Mar Nero, nonché lungo la costa sud, nei dintorni di Antalya.
Per chiamare la Turchia dall'Italia: componete lo 00 + 90 (prefisso del paese) + il prefisso locale (212 per Istanbul, 242 per Antalya, 232 per Izmir) + il numero del corrispondente.
Dalla Turchia verso l'Italia: componete lo 00 + 39 + più il numero del corrispondente. I turisti che si recano in Turchia e intendano acquistare una scheda turca per i loro cellulari, dovranno richiedere attraverso l’operatore telefonico turco la registrazione dei propri telefonini presso l’Ente di Telecomunicazioni turco, al fine di evitarne il blocco automatico.
CLIMA:
Il territorio si suddivide in tre diverse zone climatiche: sulla costa del Mar Mediterraneo si hanno estati molto calde e inverni miti, sulle montagne del Tauro il clima è più umido mentre il resto del paese ha un clima più caldo e afoso. Per quanto riguarda le temperature, mentre quelle estive sono pressoché uniformi (27° nel litorale e 23° nell'altopiano), d'inverno la differenza è più marcata (la media di gennaio nel litorale oscilla fra 5° e 10° mentre nell'altopiano scendono sotto lo zero e nell'Anatolia centrale raggiungono i -9°).
SICUREZZA:
In ragione dei recenti episodi terroristici che hanno interessato il Paese, inclusa la città di Istanbul e - in alcuni casi - anche località turistiche della costa egea e mediterranea, non si può escludere il verificarsi di ulteriori atti terroristici che potrebbero colpire anche istituzioni o strutture frequentate da stranieri. Le Autorità turche seguitano ad adottare rafforzate misure di sicurezza - in particolare a tutela dei turisti - e mantengono un esteso monitoraggio soprattutto nelle aree orientali e sud-orientali della Turchia, in cui, tuttavia, potrebbero aver luogo manifestazioni pubbliche potenzialmente esposte a rischi sotto il profilo della sicurezza.
Si parla di un generico possibile rischio di attentati, che possono verificarsi ormai ovunque nel mondo. Le Autorità locali hanno rafforzato le misure di sicurezza a tutela dei turisti e mantengono un esteso monitoraggio, in particolare nelle aree orientali e sud orientali del Paese. In tali aree la situazione di sicurezza deve essere valutata con molta prudenza, in relazione alla ripresa delle attività terroristiche di matrice curda.

Tuttavia si invita alla massima prudenza nelle zone di confine con l’Iraq e in quelle a presenza curda, in particolare nelle zone montagnose nel Sud Est.

ZONE DI CAUTELA
Allo stato attuale vanno considerate ancora zone di cautela quelle ad est della linea che unisce le città di Sivas, Malatya e Mardin. Per tale motivo, qualora ci si rechi in tali zone è consigliabile:
- percorrere sempre le strade principali ed attraversare i centri abitati,
- fermarsi immediatamente ad eventuali posti di blocco,
- evitare di viaggiare dopo il tramonto
- avvertire in ogni caso l'Ambasciata e il Consolato di Smirne (Izmir) dei propri spostamenti.

Si segnala inoltre che il Paese, come altri della regione, è considerato area a rischio sismico.
Continua a registrarsi un consistente aumento di furti in appartamento e in albergo, soprattutto in quelli che utilizzano carte magnetiche per l’accesso nelle stanze.
NUMERI UTILI:
Se si è vittima di un reato in Turchia, si può richiedere aiuto rivolgendosi alle Forze dell’ordine ai numeri telefonici 174 o 155. In caso di furto o smarrimento di documenti di identità è necessario effettuare apposita denuncia presso il Commissariato di Polizia del luogo dove è avvenuto il furto/smarrimento.
AMBASCIATA D’ITALIA AD ANKARA:
Ambasciata d'Italia ad ANKARA
Ataturk Bulvari n. 118
06680 Kavaklidere
Ankara, Turchia
Tel.: +90 312 4574200;
Fax: +90 312 4574280;
Ufficio Commerciale Tel. 0090 312 4574275;
Ufficio Comm Fax 0090 312 4574282.
Cellulare di reperibilità, solo in casi d’emergenza nelle ore di chiusura 00905323748177
e-mail: ambasciata.ankara@esteri.it
UFFICI CONSOLARI:
Cancelleria Consolare c/o Ambasciata
Consolare Fax 0090 312 4574281
Cellulare di reperibilità, solo in casi d'emergenza nelle ore di chiusura 00905323748177
e-mail Cancelleria Consolare: consolare.ambankara@esteri.it

Consolato Generale d'Italia ad Istanbul
Tom Tom Kaptan Sokak, 5 - 34433 Beyoglu, Istanbul
Tel: 0090 212 2431024/5, 2525437, 2513294
Fax: 2525879
Homepage: www.consistanbul.esteri.it/
E-mail: consolatogenerale.istanbul@esteri.it

Consolato d'Italia ad Izmir
Cumhuriyet Meydani, 12
35210 Izmir
Tel +90 232 4636676 / 96
Fax +90 232 4212512
e-mail: consolato.izmir@esteri.it
sito web: www.consizmir.esteri.it
ISTRUZIONI SANITARIE:
Nessun vaccino obbligatorio. Evitare di bere acqua del rubinetto. In linea generale, la situazione sanitaria del Paese può definirsi soddisfacente, anche se si registrano carenze nelle infrastrutture; alcuni ospedali pubblici sono in cattivo stato mentre risultano di miglior livello le cliniche private.
Per ottenere prestazioni sanitarie quali ricoveri urgenti, visite mediche o acquisto di medicinali, i cittadini italiani sono tenuti al pagamento dei relativi onorari/spese, che talvolta possono raggiungere cifre considerevoli. Si segnala che il Consolato Generale di Istanbul ha concluso con la Universal Hospital Group un Protocollo che prevede un trattamento di favore per tutti i cittadini italiani presso gli Ospedali facenti parte del predetto gruppo; ad Istanbul, presso l’Ospedale Tedesco in Sira Selviler Caddesi, nell'area di Taksim. L'accordo prevede l'applicazione del 45 % di sconto sulle spese mediche, esclusi farmaci e cure dentali o estetiche. Per maggiori informazioni è possibile contattare il n. 0212 293 2150 / 1577 che garantisce assistenza in inglese.Nei piccoli centri sono ancora presenti malattie endemiche (infezioni intestinali, epatite, amebe etc.). Nel periodo estivo ed in particolare nel sud-est anatolico, si deve prestare particolare attenzione all’acquisto di bevande (l’acqua non è potabile) ed alimenti onde evitare affezioni tifoidee e gastrointestinali che potrebbero dare origine a patologie infettive più gravi. Si richiama inoltre l’attenzione sul rischio derivante dalla presenza di colibatteri in taluni prodotti e confezioni alimentari. In particolare, è sconsigliato l’acquisto di carne macinata e di diversi tipi di antipasti e insalate miste già confezionate. Ai connazionali che intendano recarsi in Turchia si consiglia, a titolo cautelativo, di consumare carne e uova di volatili e pollame solo se ben cotte e di evitare contatti con volatili e pollame.

CIRCOLAZIONE E TRASPORTI:
Voli interni servono le grandi città turistiche del paese, con partenza da Istanbul e Izmir. I treni sono lenti. Per i brevi tragitti optate per il taxi, molto conveniente, o per il dolmus, piccolo autobus economico che funge da taxi collettivi e che si ferma su richiesta. Molto comoda anche la metropolitana di Istanbul.
FOTO E RIPRESE:
Si raccomanda di non scattare foto in zone militari e di edifici militari e si ricorda che vi e’ un forte sentimento di rispetto verso i simboli dello Stato, in particolare la bandiera. Usare cautela nello scattare foto nelle moschee. Sono luoghi sacri.
ELETTRICITA’:
220 V. Le prese non sono sempre compatibili.
ECONOMIA:
L'economia turca ha conosciuto una notevole espansione negli ultimi anni. La CIA classifica la Turchia fra gli Stati sviluppati del mondo.[5] Il Paese è membro fondatore dell'OCSE (1961) e del G20 (1999).
CUCINA:
Giustamente rinomata, la cucina turca si compone di antipasti caldi e freddi, chiamati meze: cetrioli allo yogurt, maccarello marinato, melanzane farcite, berek (pasta sfoglia farcita di formaggio o carne) e baklava (sfogliatine zuccherate)... Oltre alla carne grigliata, proposta, tra l'altro, sotto forma di spiedini kebab, si trovano molti pesci. Il bulgur o grano duro germogliato, il riso e la tradizionale insalata pomodori-cetrioli costituiscono i principali contorni. Gli innumerevoli pasticcini e dolci sono eccellenti. Gustate per primo il baklava, sfoglia al miele e ai pistacchi, i loukoum e la marmellata di rosa. Si dice che i fichi turchi siano ottimi.Le bibite nazionali sono il raki, una specie di anisetta, ma anche il caffè ed il tè del mar Nero.
La bevanda nazionale è il caffè. Per molti decenni l’uso del caffè fu limitato alle zone dell’Arabia, dell’Etiopia, dell’Egitto e della Siria, fino a quando un aleppino di nome Scems, nell’aprile del 1554, dopo un lungo viaggio, con i basti dei suoi asini e cammelli stracolmi di una copiosa provvigione di piccoli grani, giunse a Costantinopoli. Egli, in una stretta viuzza (che porta ancora il suo nome) aprì una botteguccia dove serviva alla meravigliata clientela turchesca l’aromatica e fumante “acqua nera”, che veniva portata alle labbra con prudenza e che divenne poi la bevanda nazionale di quel popolo.
Nei paesi arabi ed in Turchia tali botteghe del caffè vennero chiamate Mektebi-irfan, ossia “scuole della conoscenza”: il motivo è facilmente comprensibile, perché ovunque dove il caffè si diffuse, questi ritrovi divennero oggetto di lunghe soste per gli avventori, che restavano ore ed ore in conversazione, dotta o banale o pettegola, ma pur sempre “conoscitiva”. Se siete invitati ad una tavola turca, sappiate che tanto più svuoterete il piatto, quanto più colui che vi ha invitati lo riempirà... Quando non avete più fame, lasciate il piatto pieno, significa che avete mangiato abbastanza.
ARTIGIANATO:
L'artigianato turco è molto vario. Sicuramente ci sono i famosi kilim. I prezzi dei kilim dipendono soprattutto dalla complessità dei loro motivi e dal materiale (seta, raion o cotone). Le pietre semi preziose sono proposte a prezzi attraenti, così come la pelle ed il cuoio, la cui qualità e taglio lasciano talvolta a desiderare. I negozi sono aperti dalle ore 9:30 alle ore 19:00 dal lunedì al sabato. Sono chiusi la domenica.
ARTE
Le primissime traduzioni dalla letteratura italiana in Turchia risalgono agli anni quaranta quando, sulla scia di Kemal Ataturk, fondatore della nuova Turchia, laica e democratica, che prevedeva appunto l’occidentalizzazione del Paese, si decise di costituire un Istituto cosiddetto di traduzioni presso il ministero della Pubblica Istruzione con lo scopo di far tradurre gli autori del mondo classici ossia della letteratura greca e romana, nonché quella occidentale moderna e contemporanea tra cui anche alcuni autori italiani. Quindi, ripeto, la traduzione della Divina Commedia, de I Promessi Sposi, de I Malavoglia, risale proprio a quegli anni e fu operai validissimi studiosi.
CULTURA E TRADIZIONI
La contrattazione è una consuetudine. Al di fuori delle zone turistiche, ribassare all'eccesso è mal visto. Sappiate che non acquistare niente non è maleducazione, anche dopo aver bevuto un tè gentilmente offerto. Pensate a togliervi le scarpe. Evitate di recarvi nelle moschee il venerdì o all'ora della preghiera (conviene inoltre togliersi le scarpe prima di entrare in una moschea e rimettersele per salire su un minareto. Le donne devono coprirsi la testa). Durante il ramadan, evitate di mangiare, bere o fumare in pubblico per tutta la giornata Il nudismo è vietato. Evitate di abbracciarvi per strada.
LA QUESTIONE DEL VELO AD ISTANBUL:
Potrebbe essere lo stesso capo del Governo Recep Tayyip Erdogan a dover decidere sulla spinosa questione del velo negli edifici pubblici. La commissione incaricata di rivedere la costituzione non è riuscita a trovare un accordo sulla rimozione di un divieto che dura da un secolo.
Come il 60% delle donne turche anche le mogli del premier e del presidente Abdullah Gul, esponenti del partito islamico Akp, sono velate. A causa del divieto non hanno potuto effettuare studi superiori. La figlia di Erdogan è andata invece a studiare in un'università degli Stati Uniti. Il chiaro conflitto d'interessi mette il premier in una posizione delicata. Visto e considerato che sia i partiti laici d'opposizione che i vertici militari sono ferocemente ostili alla rimozione del divieto di portare il velo negli edifici pubblici.
LA STORIA:
La penisola Anatolica è stata la culla di una moltitudine di civiltà e di organizzazioni statali durante tutto il corso della storia dell'umanità. Tra le varie civiltà che vi si svilupparono nell'antichità, ricordiamo gli Ittiti, i Frigi, i Traci, i Lidii, gli Armeni e gli Elleni (Greci). Incorporata negli Imperi Persiano, Macedone, Romano e Bizantino, l'Anatolia ne seguì le vicissitudini, finché non fu invasa dalla stirpe tribale degli Oghuz, di etnia turca, a partire dall'XI secolo, a seguito della vittoria sull'esercito bizantino di Romano IV Diogene ottenuta nella battaglia di Manzicerta. Gli elementi turcomanni furono presto organizzati in gran parte sotto il vessillo dei turchi Selgiuchidi, i quali fondarono una fiorente e potente organizzazione statale con il capitale Rey (i cosiddetti "Grandi Selgiuchuidi") e uno stato anatolico (i cosiddetti "Selgiuchidi di Rum"), entrambi distrutti nel corso delle grandi invasioni Mongole. Altra struttura statale turca in Anatolia fu quella dei Danishmendidi.
Dal 1800 a.C., al XV secolo, dopo essere successivamente appartenuta all'Impero ittita, persiano, greco, romano e bizantino, la Turchia integra il regno ottomano.
1520-1566, regno di Solimano il Magnifico che controlla il mondo arabo e l'Europa centrale
XVII secolo, guerra con i Russi.
1853-56, guerra di Crimea. Crescente presenza degli europei a Istanbul.
1895, sommosse e massacri armeni.
1914-1918, i Turchi si alleano ai Tedeschi.
1918, l'Impero ottomano è disfatto e occupato dagli Alleati.
1920, trattato di Sèvres. Smirne viene data ai Greci.
1923, instaurazione della Repubblica. Mustapha Kemal ne è il presidente. Occidentalizzazione della Turchia.
1938, morte di Kemal. Ismet Inönü è il suo successore.
1952, la Turchia diventa membro della NATO.
1960-1966, colpo di stato e presa di potere del generale Gürsel.
1980, ribellione curda e colpo di stato militare di Kenan Evren.
1983, democratizzazione della Turchia.
1989, Turgut Ozal diventa presidente.
1993, Süleyman Demirel succede a Ozal.
1996, gli islamici salgono al potere fino al 1998.
1999, arresto di Ocalan, capo della ribellione curda.
2003, elezione del Primo Ministro Recep Tayyip Erdogan (il presidente Ahmet Necdet SEZER eletto a maggio del 2000).
FOCUS SULLA STORIA CONTEMPORANEA:
Gli ultimi governi della Turchia (paese membro del Consiglio d'Europa, paese associato alla Comunità Economica Europea dal 1963 e successivamente all'Unione Europea, con cui è in unione doganale dal 1996) stanno compiendo alcune limitate riforme per entrare nell'Unione Europea, a cui è ufficialmente paese candidato dal Consiglio Europeo di Helsinki del 1999. Nel 2005 sono iniziati ufficialmente i negoziati per l'ingresso nell'Unione Europea. Tra le varie questioni vi sono la non appartenenza della Turchia al continente europeo (solo il 3% del territorio è sul continente europeo, una porzione trascurabile quindi) e diversi problemi da risolvere oltre che l'adozione dell'acquis comunitario, ci sono: la questione del coinvolgimento turco a Cipro, la cui parte settentrionale, sede della Repubblica Turca di Cipro Nord, fu oggetto nel 1974 di una secessione dalla parte meridionale con la protezione dell'esercito turco; la questione della minoranza curda, repressa militarmente, economicamente e culturalmente a partire dagli anni venti; il genocidio armeno che il paese non riconosce. Dall'inizio degli anni ottanta la Turchia, che ha riconosciuto l'esistenza dei curdi soltanto nel 1991, è in lotta contro l'aperta ribellione del PKK, gruppo che reclama una riforma dello Stato in senso pluralistico, e che è iscritto nelle liste delle organizzazioni terroristiche dall'UE e dagli USA.
ISTANBUL
Istanbul è costruita su due continenti, un piede in Asia un altro in Europa. Crocevia tra est e ovest, tra Europa e Asia, tra antico e moderno, a cavallo del Mar di Marmara, del Mar Nero e del Corno d’Oro,
Istanbul, come Roma, è stata creata su sette colli ed è stata capitale di tre imperi: il Romano, il Bizantino, l’Ottomano.
Istanbul è la più grande metropoli che si affaccia sul Mediterraneo, centro economico della moderna Turchia, proiettata verso il futuro ma ugualmente fiera del suo passato, di una storia a cui hanno fatto da sfondo, nel corso dei secoli, cupole e minareti, sultani e povera gente. Miniature e manoscritti di inestimabile valore, collezioni imperiali di argenti e di cristalli, porcellane cinesi, reliquie del profeta Maometto. Nel labirinto delle costruzioni del Topkapi il tempo sembra essersi fermato.
Il palazzo di Domabahçe, fatto costruire dal sultano Abdumecit I, con il suo lampadario di cristallo a 750 luci, con il suo tappeto (il più grande del mondo), con la stanza dove il 10 novembre 1938 chiudeva gli occhi Kemal Ataturk fondatore della Repubblica turca. Sulla riva asiatica, vi sono il palazzo Beylerbeyi, palazzo Yildiz, palazzo Kucukcu. i Padiglioni minori: quello degli Specchi, quello dei Tigli, il Merasim, il Maslak, il Maiyet, il Floria. Sono tanti, mai però quanto è il numero delle moschee. Si dice che siano 1500. All’ospite inopportuno si ripete il versetto del Corano: "Dio ha posto un sigillo sopra i loro cuori e sopra il loro udito. Sopra il loro sguardo è il velo". lo splendore della moschea di Suleymaniye del grande Sinan, lo splendore ancora della moschea Fatih, della moschea Yeni, della moschea di Eyup dove è sepolto il seguace di Maometto. Santa Sofia, "Haghia Sophia" che in greco significa "Sapienza divina" fu ideata dall’imperatore Giustiniano che ne affidò i lavori ad Artemisio di Ralles e ad Isidoro da Mileto. Secondo alcuni, solo ispirandosi a Dio i due artisti poterono plasmare un’opera così stupenda. "O Salomone, ti ho superato" esclamò alla fine Giustiniano. Un buon motivo perché Maometto il Conquistatore nel 1453 trasformasse la chiesa in moschea . Il Museo archeologico con il bel sarcofago di Alessandro, il museo dell’Oriente Antico, il museo dell’Arte turca ed islamica, a quello dei tappeti, a quello delle ceramiche. L’ ex Chiesa di San Salvatore in Chora con i mosaici dell’XI secolo, alla cisterna bizantina con le sue 336 colonne corinzie, all’Ippodromo. Galata e la sua torre, sono ancora lì ad aspettarti, alla fine di tutto. L’occasione migliore, per uno sguardo generale, è imbarcarsi allora su un vaporetto; e, una volta a bordo, ammirare la bellezza del Bosforo dove avevano navigato gli Argonauti, scendendo ad Ortakoy tra gli artisti, spingendosi fino a Tarabya e Sariyer oppure all’isola dei Principi, ammirando le navi da crociera attraccate ad Atakoy.

2 commenti:

  1. per studiare il Turco da soli

    http://turkish.pgeorgalas.gr/indexEn.htm

    Lena

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  2. Lena, ho visto questo sito ed è molto ben fatto

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